Sabrina Feltrin

INTERVISTA A CURA DI ELEONORA CASTELLANI 

1. Ciao, benvenuta nel nostro blog. Prima di ogni altra domanda ti chiedo di parlarci un po’ di te e di far conoscere Sabrina Feltrin ai nostri lettori.

Buongiorno a Voi. Vivo e lavoro in provincia di Padova come ragioniera e tuttofare nell’azienda di famiglia. Per passione personale, dal 2019 sono diventata agente d’affari in Mediazione Immobiliare. Fin da piccola ho sempre nutrito una forte fede cristiana, che poi ha visto un allontanamento durante l’adolescenza, dove avevo bisogno di trovare la mia identità, ma che ho riscoperto verso l’età di 27 anni, dove ho avuto la piena consapevolezza di aver ricevuto il più grande dei doni.

 

2. La scrittura è una tua innata passione o si è manifestata esclusivamente perché hai sentito il bisogno di “trascrivere” questa storia?

La scrittura si è manifestata in modo più concreto un anno fa, spinta dalla voglia di far conoscere la storia della mia famiglia, in realtà prima scrivevo semplicemente i miei pensieri in un diario personale.

 

3. Nel tuo libro viene raccontata una storia che ha dell’incredibile, la storia di “un miracolo”. Quanto è stato importante e quanto è stato difficile rielaborare i racconti e le informazioni dei tuoi famigliari e farli diventare un romanzo?

Sicuramente è stato doloroso e difficile rielaborare i ricordi e rivivere ciò che mia nonna ha vissuto, ho dovuto mettermi nei suoi panni, piangendo molto spesso mentre scrivevo, e ponendomi molte domande, anche sulla forza dell’amore, perché da molti anni ho “raffreddato” il cuore per proteggermi dalle delusioni.

 

4. Io ho letto il tuo libro, e oltre agli aggettivi commovente e incredibile ne ho usato un altro, “breve”. Avrei voluto poter leggere di più, magari con uno sviluppo più completo con personaggi e vicende di contorno, ti chiedo: è stata una scelta ponderata e studiata quella di riportare solo i fatti o è stata dettata semplicemente dal desiderio di trascrivere una storia che meritava di essere ricordata?

In realtà una volta concluso il romanzo ho provato il tuo stesso desiderio, cioè di sviluppare maggiormente la storia, ma avrei dovuto inventare fatti anche perché non avendo mia nonna viva non avevo altri dettagli veritieri, pertanto ho preferito raccontare, seppur in modo sintetico, solo la verità dettagliata dei fatti, e ne è uscito un romanzo breve.

 

5. Cosa vorresti trasmettere a chi legge “Un miracolo per Nunzia”?

Vorrei comunicare un messaggio positivo e trasmettere il calore che provavo quando mia nonna mi raccontava la “sua” storia, la forza che sentivo e la speranza che mi infondeva, perché avvertivo che qualunque cosa brutta sarebbe successa ci sarebbe poi sempre stata una luce a salvarmi.

 

6. Questo è il tuo romanzo di esordio, come è stata l’esperienza di affacciarsi al mondo della scrittura?

Difficile, perché è un mondo che non conoscevo ed è dettato da ritmi ben diversi dal mio vivere.

 

7. Scriverai ancora? Stai già lavorando ad altro?

In realtà è presto per dirlo, però sì, scriverò ancora, ma non ci sto ancora lavorando.

 

8. Siamo arrivati quasi al termine della nostra intervista, c’è una domanda che non ti ho fatto ma alla quale vorresti rispondere? Quale?

No nessuna, grazie.

9. Bene, l’intervista è giunta alla fine, e tu sai che il nostro blog abbina musica e canzoni alla scrittura, perciò a te la nostra domanda di rito: Se dovessi dare il titolo di una canzone a questa intervista, quale sarebbe?

In realtà posso darvi un titolo di una canzone all’oggetto dell’intervista, cioè al mio libro.

Quando ascolto “Oceans” di Hillsong  United lyrics , rivedo il messaggio che vorrei tanto trasmette a chi leggerà il mio romanzo.

 

10. Ciao Sabrina, grazie davvero di essere stata nostra ospite e di averci portato la tua testimonianza.

Grazie e Voi. Una buona giornata.


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